«Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate» (G.K. Chesterton)

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«Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate» (G.K. Chesterton)

Carissimi,

anzitutto vi riporto le cose molto belle che Papa Francesco ha detto in un discorso ai partecipanti all’assemblea plenaria  della Pontificia Accademia per la Vita, giovedì 3 marzo 2016:

«… Nel nostro tempo, alcuni orientamenti culturali non riconoscono più l’impronta della sapienza divina nelle realtà create e neppure nell’uomo. La natura umana rimane così ridotta a sola materia, plasmabile secondo qualsiasi disegno. La nostra umanità, invece, è unica e tanto preziosa agli occhi di Dio! Per questo, la prima natura da custodire, affinché porti frutto, è la nostra stessa umanità. Dobbiamo darle l’aria pulita della libertà e l’acqua vivificante della verità, proteggerla dai veleni dell’egoismo e della menzogna. Sul terreno della nostra umanità potrà allora sbocciare una grande varietà di virtù.

La virtù è l’espressione più autentica del bene che l’uomo, con l’aiuto di Dio, è capace di realizzare. “Essa consente alla persona, non soltanto di compiere atti buoni, ma di dare il meglio di sé” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1803). La virtù non è una semplice abitudine, ma è l’attitudine costantemente rinnovata a scegliere il bene. La virtù non è emozione, non è un’abilità che si acquisisce con un corso di aggiornamento, e men che meno un meccanismo biochimico, ma è l’espressione più elevata della libertà umana. La virtù è il meglio che il cuore dell’uomo offre. Quando il cuore si allontana dal bene e dalla verità contenuta nella Parola di Dio, corre tanti pericoli, rimane privo di orientamento e rischia di chiamare bene il male e male il bene; le virtù si perdono, subentra più facilmente il peccato, e poi il vizio. Chi imbocca questo pendio scivoloso cade nell’errore morale e viene oppresso da una crescente angoscia esistenziale.

La Sacra Scrittura ci presenta la dinamica del cuore indurito: più il cuore è inclinato all’egoismo e al male, più è difficile cambiare. Dice Gesù: “Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato” (Gv 8,34). Quando il cuore si corrompe, gravi sono le conseguenze per la vita sociale, come ricorda il profeta Geremia. Cito: “I tuoi occhi e il tuo cuore non badano che al tuo interesse, a spargere sangue innocente, a commettere violenze e angherie” (22,17). Tale condizione non può cambiare né in forza di teorie, né per effetto di riforme sociali o politiche. Solo l’opera dello Spirito Santo può riformare il nostro cuore, se noi collaboriamo: Dio stesso, infatti, ha assicurato la sua grazia efficace a chi lo cerca e a chi si converte “con tutto il cuore” (cfr Gl 2,12 ss.)

La cultura contemporanea conserva ancora le premesse per affermare che l’uomo, quali che siano le sue condizioni di vita, è un valore da proteggere; tuttavia, essa è spesso vittima di incertezze morali, che non le consentono di difendere la vita in maniera efficace. Non di rado, poi, può accadere che sotto il nome di virtù, si mascherino “splendidi vizi”. Per questo è necessario non solo che le virtù informino realmente il pensare e l’agire dell’uomo, ma che siano coltivate attraverso un continuo discernimento e siano radicate in Dio, fonte di ogni virtù. Io vorrei ripetere qui una cosa che ho detto parecchie volte: dobbiamo stare attenti alle nuove colonizzazioni ideologiche che subentrano nel pensiero umano, anche cristiano, sotto forma di virtù, di modernità, di atteggiamenti nuovi, ma sono colonizzazioni, cioè tolgono la libertà, e sono ideologiche, cioè hanno paura della realtà così come Dio l’ha creata …».

Poi vi invito a leggere questi due articoli che danno un giudizio molto preciso su ciò che in queste ultime settimane è successo in Italia:

  1. Assuntina Morresi parla dei “diritti insaziabili”, in cui ad ogni desiderio corrisponde un diritto, che quindi richiede una legge che lo regoli, cioè lo renda legittimo ed esigibile: http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/il-valore-delle-regole.aspx
  2. Il Vescovo di Trieste, Mons. Giampaolo Crepaldi, ha inaugurato la seconda edizione della Scuola diocesana di Dottrina sociale della Chiesa con un mirabile discorso che giudica i fatti accaduti in Italia con parole chiarissime: «Se è nelle nostre mani infrangere oggi un principio della legge morale naturale, non si capisce perché non possa essere nelle nostre mani infrangerne un altro domani. Si avvia così un processo che si fermerà solo ad un punto: quando saranno resi non negoziabili i principi contrari a quelli non negoziabili; quando diventerà obbligatorio non rispettare i principi della legge morale naturale. A quel punto, però, il sistema totalitario sarà completato»: http://www.diocesi.trieste.it/2016/03/06/aperta-la-nuova-sessione-della-scuola-di-dottrina-sociale-della-chiesa-e-presentazione-del-vii-rapporto/

Infine vi invito a partecipare ad un interessantissimo incontro con la giornalista e scrittrice COSTANZA MIRIANO

SABATO 12 MARZO 2016 ORE 17.00, presso il Cinema Teatro “Pax”, via Fiume 4 – Cinisello Balsamo MI, sul tema:

 

«Ci sentiamo amati di un amore speciale. Cosa rende possibile questa esperienza oggi, alla luce della vita di Maria Cristina Cella Mocellin»

 

L’incontro è organizzato dall’Associazione “Amici di Cristina”, in occasione del XX anniversario della nascita al cielo della Serva di Dio Maria Cristina Cella Mocellin

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