CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE, INTENDA!

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CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE, INTENDA!

La Chiesa Italiana ha ancora una volta parlato chiaro! Ora non è più possibile giocare sugli equivoci o sulle interpretazioni. Ecco le parole pronunciate ieri dal Cardinale PRESIDENTE della CEI Angelo Bagnasco all’apertura della sessantanovesima Assemblea Generale:

«… La recente approvazione della legge sulle Unioni civili sancisce di fatto un’equiparazione al matrimonio e alla famiglia, anche se si afferma che sono cose diverse: in realtà, le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale – così già si dice pubblicamente – compresa anche la pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà.

“La famiglia si fonda sul matrimonio – hanno dichiarato Papa Francesco e il Patriarca Kirill nella loro dichiarazione congiunta – atto libero e fedele di amore di un uomo e una donna. (…) Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità, come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio (…) viene estromesso dalla coscienza pubblica”. “La famiglia – aveva già ribadito il Santo Padre nel discorso pronunciato il 19.7.2013 – (è) fondamento della convivenza e rimedio contro lo sfaldamento sociale”. E ancora: “Il matrimonio tende ad essere visto come una mera forma di gratificazione affettiva che può costituirsi in qualsiasi modo e modificarsi secondo la sensibilità di ognuno” (Discorso ai Vescovi del Messico, 19.5.2014). In altra occasione aveva ribadito che la “complementarietà sta alla base del matrimonio e della famiglia” (Discorso alla Congregazione per la Dottrina della Fede, 17.11.2015), per cui “occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma, capaci di creare insieme un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva (…). Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio” (Discorso alla Delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia, 11.4.2014). E, a proposito della teoria del gender che è sempre alle porte in modo strisciante, il Pontefice ha più volte ripetuto che “è uno sbaglio della mente umana”, esprimendo anche il dubbio “se non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa confrontarsi con essa” (Udienza Generale, 15.4.2015).

Non si comprende come queste affermazioni, tanto chiare di Papa Francesco – e ribadite a più riprese dai Vescovi – passino costantemente sotto silenzio, come se mai fossero state pronunciate o scritte. Le facciamo nostre una volta di più, perché possano tradursi in impegno fattivo».

Il 9 maggio, lo stesso presidente della CEI aveva pronunciato altre parole forti nell’omelia della messa celebrata a Genova per il primo anniversario della morte del cardinale Giovanni Canestri. In quello che è suonato come un mea culpa collettivo, Bagnasco ha detto: «Quanto silenzio colpevole, quanta omertà culturale, quanta prostrazione al pensiero unico, alla paura di essere derisi e giudicati fuori tempo (…) Non possiamo tacere per amore a Gesù e all’umanità, allo smarrimento diffuso, alla confusione di valori e principi sull’uomo, sulla vita e sulla morte, sull’anima immortale, sulla famiglia, sulla libertà vera».

Al Cardinal Bagnasco ha fatto immediatamente eco il Cardinale Camillo Ruini, 85 anni, per diciassette Vicario di Roma e sedici alla guida della Cei, in un’intervista rilasciata, sempre ieri, al Corriere della sera e raccolta dal giornalista Gian Guido Vecchi:

Eminenza, le unioni civili sono legge. Che giudizio ne dà?

«Il mio giudizio è decisamente negativo. Equiparare al matrimonio le unioni tra persone dello stesso sesso significa stravolgere dei parametri fondamentali, a livello biologico, psicologico, etico, parametri che fino a pochi anni fa tutti i popoli e tutte le culture hanno rispettato. È quindi un problema gravissimo, per l’umanità e oggi per l’Italia. È anche un problema per la Chiesa, per il semplice motivo che la Chiesa non può disinteressarsi del bene della gente».

Il cardinale Bagnasco ha detto che il «colpo finale» sarà l’utero in affitto…

«Il cardinale Bagnasco ha detto una parola di verità, che fa luce su varie illusioni e anche mistificazioni. Già adesso si stanno moltiplicando le sentenze giudiziarie che legittimano le adozioni e purtroppo non ci sarà bisogno di attendere molto per qualche pronunciamento europeo che, a parte il nome, parifichi del tutto le unioni civili al matrimonio».

I vescovi potevano farsi sentire di più?

«Per la verità i vescovi non hanno taciuto: anch’io mi sono espresso ripetutamente e come me molti altri, a cominciare da Bagnasco. In Parlamento e nelle piazze l’iniziativa è stata giustamente presa dai laici, ma il nostro appoggio era indubbio».

Bagnasco ha parlato delle difficoltà delle famiglie. Perché l’Italia, con la sua storia, le ha sempre sostenute poco rispetto al resto d’Europa?

«Questo è un vero paradosso e soprattutto è una grande disgrazia per l’Italia, che ormai da quarant’anni è in preda a una crisi demografica, con sempre meno giovani e sempre più anziani. È questa la principale ragione del nostro declino anche economico. È urgente perciò cambiare strutturalmente la politica fiscale, che adesso in Italia penalizza le famiglie e dovrebbe invece avvantaggiarle, in base al numero dei figli. I figli sono il futuro non solo dei loro genitori ma di tutto il Paese. Su questo tema vi sarebbero tantissime altre cose da dire, riguardo al lavoro, alla casa, ai servizi per i bambini, alla cultura, ai mass media: rimando a uno studio molto accurato che, come Cei, abbiamo pubblicato cinque anni fa con Laterza, “Il cambiamento demografico”».

Termino citando una bellissima intervista di Giuseppe Rusconi ad Ettore Gotti Tedeschi, apparsa sul blog “Rosso porpora” a cui vi rimando:

Che cosa può fare oggi la Chiesa cattolica per aiutare l’uomo contemporaneo a ritrovare la saggezza?

Benedetto XVI – che per me è sempre Chiesa anche oggi – sosteneva che per aiutare l’uomo bisognava riaffermare con eroismo personale la Verità, la Verità con la “V” maiuscola, quella di Cristo, immutabile. Oggi si direbbe che all’interno della Chiesa si diffonda una visione diversa, che suona più o meno così: le radici cristiane e la civiltà cristiana sono finite, inutile pensare di rivitalizzarle … È chiusa dunque anche l’era dell’affermazione di ciò che è morale e di ciò che non lo è. Conclusione: dobbiamo adattare la morale a questo mondo. Ma, se ciò avvenisse, sarebbe la fine della Cristianità e dell’uomo.

Vi ricordo, per terminare, che le Sentinelle in Piedi vegliano a Milano sabato 21 maggio ore 18.30 in piazza della Scala!

 

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