Dalla regista Cristina Comencini alla scrittrice Dacia Maraini, dalle suore Orsoline di Casa Rut

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Dalla regista Cristina Comencini alla scrittrice Dacia Maraini, dalle suore Orsoline di Casa Rut

Dalla regista Cristina Comencini alla scrittrice Dacia Maraini, dalle suore Orsoline di Casa Rut a Caserta ad Anna Pozzi di Slaves no more: è vario e trasversale l’elenco di firmatari dell’appello contro la pratica dell’utero in affitto pubblicato il 4 dicembre sul sito www.cheliberta.itUn elenco che ha il suo nocciolo nel network femminile “Senon ora quando”, nato nel 2011 a seguito dello scandalo Olgettine che aveva coinvolto l’allora premier Berlusconi. Ebbene, oggi quel network dichiara di essere a fianco al vasto movimento femminista internazionale che ha elaborato una ferma opposizione alla maternità surrogata e che il 2 febbraio si troverà a Parigi.​ Ecco il testo dell’appello: «Noi rifiutiamo di considerare la “maternità surrogata” un atto di libertà o di amore. In Italia è vietata, ma nel mondo in cui viviamo l’altrove è qui: “committenti” italiani possono trovare in altri paesi una donna che “porti” un figlio per loro. Non possiamo accettare, solo perché la tecnica lo rende possibile, e in nome di presunti diritti individuali, che le donne tornino a essere oggetti a disposizione: non più del patriarca ma del mercato. Vogliamo che la maternità surrogata sia messa al bando. Oggi, per la prima volta nella storia, la maternità incontra la libertà. Si può scegliere di essere o non essere madri. La maternità, scelta e non subìta, apre a un’idea più ricca della libertà e della stessa umanità: il percorso di vita che una donna e il suo futuro bambino compiono insieme è un’avventura umana straordinaria. I bambini non sono cose da vendere o da “donare”. Se vengono programmaticamente scissi dalla storia che li ha portati alla luce e che comunque è la loro, i bambini diventano merce. Siamo favorevoli al pieno riconoscimento dei diritti civili per lesbiche e gay, ma diciamo a tutti, anche agli eterosessuali: il desiderio di figli non può diventare un diritto da affermare a ogni costo. CI APPELLIAMO ALL’EUROPA Nessun essere umano può essere ridotto a mezzo. Noi guardiamo al mondo e all’umanità ispirandoci a questo principio fondativo della civiltà europea. Facciamo appello alle istituzioni europee – Parlamento, Commissione e Consiglio – affinché la pratica della maternità surrogata venga dichiarata illegale in Europa e sia messa al bando a livello globale».

Un bellissimo commento a questo appello delle femministe lo scrive sull’Occidentale Eugenia Roccella. Eccolo:

http://www.loccidentale.it/node/138672

Dunque non sono poi così peregrine le cose che da tempo andiamo denunciando. Sta a vedere che forse un po’ di coscienze si svegliano dal letargo… Non è mai troppo tardi!!!

Vi ricordo:

  • VENERDI’ 11 DICEMBRE ALLE 18:30 IN PIAZZA TRIVULZIANA A MILANO (vicino all’Università Bicocca – viale Sarca) le SENTINELLE IN PIEDI tornano a vegliare. La famiglia è troppo importante per stare a guardare mentre viene distrutta, il cuore dell’uomo è troppo grande per cedere alle menzogne del potere!
  • DOMENICA 13 DICEMBRE DALLE ORE 8:30 ALLE 12:30, sul sagrato della Chiesa di S. Giuseppe a Sesto S.G. (via XX Settembre, 76): raccolta pubblica di firme per appoggiare la petizione lanciata dal nostro Centro Culturale “L’Arca” per chiedere al Sindaco di Sesto che garantisca che nelle scuole del territorio non sia surrettiziamente introdotta in varie forme l’ideologia gender. Per firmare validamente occorre esibire un documento d’identità.

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