La strategia comunicativa, la sola base del consenso. La verità? Meglio tacerla.

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La strategia comunicativa, la sola base del consenso. La verità? Meglio tacerla.

“Non bisogna tentare di convincere la gente direttamente che l’omosessualità sia una cosa buona. Ma se riuscite a far pensare che sia solo qualcosa che non merita altro che un’alzata di spalle, allora la vostra battaglia per i diritti giuridici e sociali è praticamente vinta.”

Questa strategia è stata progettata accuratamente dagli attivisti gay Marshall Kirk (ricercatore in neuropsichiatria) e Hunter Madsen (politologo, esperto di tattiche di persuasione pubblica e social marketing) che la presentano in un libro pubblicato nel 1989: “After the Ball” (dopo il ballo) – “Come l’America vincerà la sua paura e l’odio dei gay negli anni ‘90”.

Il matrimonio tra persone con tendenze omosessuali sta ormai entrando nella mentalità comune anche in conseguenza di strategie di marketing intelligenti e di tattiche intimidatorie prodotte con premeditazione da “gruppi d’interessi” progressisti che hanno usato gay e lesbiche come pedine per dare impulso alla progressiva avanzata di un totalitarismo del pensiero.

 Ecco alcune loro affermazioni: «Abbiamo in mente una strategia (…) congegnata e potente (…), manipolativa, una propaganda su larga scala. Non bisogna tentare di convincere la gente direttamente che l’omosessualità sia una cosa buona. Ma se riuscite a far pensare che sia solo qualcosa che non merita altro che un’alzata di spalle, allora la vostra battaglia per i diritti giuridici e sociali è praticamente vinta».

Quali sono i cardini di questa strategia?

  1. L’applicazione del principio “keep-talking” (“continua a parlare”) può convincere la gente a raggiungere lo stadio della “scrollata di spalle”. La discussione libera e frequente sui diritti dei gay (…) darà l’impressione che l’omosessualità sia un luogo comune (…), dove i più moderni e “aggiornati” cittadini l’accettano o addirittura la praticano (…)». È la tattica della “desensibilizzazione”. Come tutti i meccanismi di difesa psico-fisiologici, anche il pregiudizio antigay può diminuire con l’esposizione prolungata all’oggetto percepito come minaccioso. Bisogna quindi “inondare” la società di messaggi omosessuali per “desensibilizzare” la società stessa nei confronti della minaccia omosessuale. In questo senso è bene dare spazio ai teologi del dissenso perché forniscano argomenti religiosi alla campagna contro il bigottismo antigay.
  2. I gay devono essere dipinti anzitutto come vittime:
    1. della circostanza. Infatti, essi non possono scegliere il loro orientamento sessuale esattamente come non si può scegliere la propria altezza (…). Sebbene l’orientamento sessuale sembri il prodotto di complesse interazioni fra predisposizioni innate e fattori ambientali nel corso dell’infanzia e della prima adolescenza – dicono Kirk e Madsen –, l’omosessualità dev’essere presentata come innata.
    2. Del pregiudizio, che dev’essere indicato come la vera causa di ogni loro sofferenza.
  3. «Da’ ai potenziali protettori una giusta causa”. Ossia: non bisogna chiedere appoggio per l’omosessualità, ma contro la discriminazione. La giusta causa è senz’altro la lotta per il riconoscimento dei “diritti civili”. Scrive in proposito il giornalista, scrittore e militante gay Giovanni Rossi Barilli: «Si apre un pubblico dibattito sulle unioni civili, che sempre più diventano la questione prioritaria nell’agenda dell’Arcigay. E questo non accade perché migliaia di coppie omo scalmanate diano l’assedio al quartier generale per poter coronare il loro sogno d’amore. Anzi, il numero delle coppie disposte a impegnarsi per avere il riconoscimento legale è addirittura trascurabile […] Ma il punto vero è che le unioni civili sono un obiettivo simbolico formidabile. Rappresentano infatti la legittimazione dell’identità gay e lesbica attraverso una battaglia di libertà come quelle sul divorzio o sull’aborto, che dispone di argomenti semplici e convincenti: primo fra tutti la proclamazione di un modello normativo di omosessualità risolto e rassicurante. Con la torta nel forno e le tendine alle finestre … Il messaggio è più o meno il seguente: i gay non sono individui soli, meschini e nevrotici, ma persone splendide, affidabili ed equilibrate, tanto responsabili da desiderare di mettere su famiglia. Con questo look “affettivo” non esente da rischi di perbenismo si fa appello ai sentimenti più profondi della nazione e si vede a portata di mano il traguardo della normalità […] A questa porta si bussa con discrezione, assicurando che non si vuole assolutamente il matrimonio omosessuale: questa prospettiva fa inorridire gli stessi gay. E nemmeno si rivendica la possibilità di adottare figli per le coppie omo, perché i tempi non sono maturi. Ci si accontenterebbe di regolare la questione dell’eredità, della pensione, dell’affitto, della reciproca assistenza fra i partner».
  4. «Fa’ che i gay sembrino buoni». I gay devono essere presentati non solo come membri a tutti gli effetti della società, ma addirittura come “pilastri” di essa. Un ottimo modo per farlo sta nel presentare una serie di personaggi storici famosi, noti per il loro contributo all’umanità, come gay: chi mai potrebbe discriminare Leonardo da Vinci (1452-1519)? Contemporaneamente «Fa’ che gli aggressori sembrino cattivi». Un ottimo metodo consiste nell’accostare gli “intransigenti”, per esempio, ai nazionalsocialisti. Un esempio limpidissimo in proposito è la stesura di “liste di proscrizione pubbliche”: il Registro Italiano Razzisti e Omofobi (RIRO) http://www.registrorazzista.it/
  5. Si può minare l’autorità della Chiesa rappresentandola come un’istituzioni retrograda e antiquata, non al passo coi tempi e con le più recenti scoperte della psicologia. «In America contro le Chiese questo metodo ha già funzionato bene per quanto riguarda i temi come il divorzio e l’aborto» … A meno che la Chiesa non sia disposta ad aggiornarsi, dando di sé un’immagine più progressista.
  6. Utilizzare la tattica delle “Cascate di Disponibilità”, identificata da Cass Sunstein e Timur Kuran che ne spiegano il processo semplice ed efficace: «Una “cascata di disponibilità” è un processo di auto-rafforzamento nella creazione di una credenza collettiva con la quale una percezione espressa, innesca una reazione a catena che dà una percezione di plausibilità crescente attraverso la crescente disponibilità di discorsi pubblici. Il meccanismo-guida comporta una combinazione di motivi informativi e di reputazione. Gli individui avallano la percezione, in parte imparando dalle credenze apparenti degli altri e in parte distorcendo le loro risposte pubbliche, nell’interesse del mantenimento dell’accettazione sociale. Gli “Imprenditori della Disponibilità”, attivisti che manipolano il contenuto del discorso pubblico, si sforzano di innescare questo processo per spingere avanti i loro programmi con il chiaro scopo di sopraffare e intimidire il pensiero libero».
  7. La tattica che si è dimostrata più efficace è quella della “Correttezza Politica” (Politically Correct). Chi non aderisce al mainstream dominante viene minacciato d’isolamento sociale e sospinto verso l’emarginazione e la stigmatizzazione sociale. Così, la pressione “dell’uguale” che domina la mentalità comune, acquista una terrificante potenza d’intimidazione delle coscienze, causando in moltissimi la soppressione del libero pensiero e “ri-orientando” i loro comportamenti. I media sono ovviamente stregati dalla “correttezza politica” e non potranno mai allontanarsi dal parlare del politicamente corretto. Essi giocano un ruolo fondamentale nella creazione d’informazioni e di “cascate di opinioni”, controllandone la narrazione e determinando il flusso di opinioni.

Il risultato di questa complessa e pervicace strategia è il fenomeno per cui, individui con libertà di pensiero in altre situazioni, preferiscono la “falsificazione” (negando pubblicamente i propri veri pensieri e valori) per mantenere una posizione sociale positiva. In questo modo la sinistra ha avuto grande successo nel consenso (come descritto da Walter Lippmann), portando erroneamente le persone a concludere che le nozioni plausibili, come il matrimonio tra persone dello stesso sesso, siano inevitabili.

L’attivista omosessuale americano Doug Mainwaring che tuttavia si oppone al “same-sex mariage” in forza della “legge naturale”, c’insegna che i processi che hanno portato al sorprendente successo della sinistra radicale sono anche il suo tallone d’Achille. «Il consenso che viene prodotto non è reale. I fautori del matrimonio tra persone dello stesso sesso non hanno vinto nell’arena delle idee ma hanno vinto attraverso la manipolazione. La superiorità morale che la sinistra radicale sembra abbracciare è estremamente fragile, perché il suo sostegno popolare è stato fabbricato. Unica speranza della sinistra di mantenere questo sostegno è quello di continuare a sopprimere la libertà di parola e di pensiero. Non possono rischiare la proclamazione della verità che si tratti della verità del Vangelo, la verità del diritto naturale, o anche il semplice buon senso.

Il terreno conquistato dalla sinistra radicale può essere riconquistato. Se siamo altrettanto disciplinati quanto concentrati, come lo sono i sostenitori del matrimonio tra persone dello stesso sesso, possiamo non solo recuperare il terreno perso ma possiamo anche aprire nuove strade. In questa fase è più importante che mai parlare liberamente faccia a faccia, in piccoli gruppi, o all’interno di congregazioni, parrocchie e organizzazioni civiche. Occorre costruire grandi reti di relazioni locali che possono portare al crollo del totalitarismo ideologico dominante.

Rimaniamo fermi sulle posizioni sociali che conosciamo nel nostro intimo per essere veritieri. Non permettiamo a noi stessi di essere messi a tacere dalla “correttezza politica”. Rimaniamo fermi sul matrimonio. Rimaniamo fermi sulla vita. Rimaniamo fermi sui diritti dei bambini a nascere e ad avere sia una mamma sia un papà. Abbiamo la verità dalla nostra parte. Noi abbiamo ragione, e loro sono in errore, quindi non abbiamo paura.

Uomini e donne devono elevarsi fino a soppiantare i politici in carriera e le tipologie di supporto dei media che ora dominano la narrazione nazionale. Non possiamo più rimanere in silenzio. Abbiamo bisogno di strappare la possibilità del “racconto” alla sinistra radicale con punti di vista autenticamente pro-vita, pro-matrimonio e  pro-libertà. Occorre parlare in modo veritiero e far sapere agli altri le nostre convinzioni. La verità prevarrà, se ognuno di noi apre la propria bocca e la proclama».

cfr.:

http://www.alleanzacattolica.org/indici/articoli/marchesinir327.htm

http://www.tempi.it/mainwaring-omosessuale-contro-le-nozze-gay-alla-marcia-della-famiglia-la-verita-prevarra-se-la-proclameremo#.VkRdTrCFPIU

http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/marketing-ed-intimidazioni-del-matrimonio-gay/

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