Scuole elementari in dis-Sesto. Campi di rieducazione oppure scuole elementari?

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Scuole elementari in dis-Sesto. Campi di rieducazione oppure scuole elementari?

Gli istituti comprensivi “Giovanni Pascoli”, e “Martiri delle Libertà” l’anno scorso hanno aderito al progetto “Così sono se mi pare”. Una video-inchiesta sugli stereotipi di genere con i bambini delle scuole elementari. I Genitori sono stati informati in modo adeguato? E per quest’anno ci aspettiamo iniziative simili?

Alessandra Ghimenti è una giornalista freelance. Come si legge dalla sua biografia da qualche anno gira l’Italia con il suo programma “Ma il cielo”, organizzando lezioni, proiezioni, laboratori e workshop sugli stereotipi di genere, nelle scuole e nelle associazioni interessate. Scrive tanto e di tutto. Dai racconti ai post, alcuni dei quali sulla 27a ora – rubrica del Corriere della Sera che spicca per la sua etica liberal – parla di femminismo, di donne, di stereotipi… Dal suo blog https://mailcieloesemprepiublu.wordpress.com/ si comprende a quali stereotipi si riferisca e soprattutto cosa c’entri la Ghimenti con la città di Sesto San Giovanni.

È autrice e organizzatrice pratica di un’attività extracurriculare in due scuole elementari comunali. È anche stata la migliore cronista dell’evento “Così sono se mi pare. Oltre gli stereotipi, la sfida della parità” in data 7 novembre 2014 a Sesto San Giovanni.

Organizzato da Usciamo dal Silenzio, associazione che inneggia c‪all’#‎Abortolibre (“Le donne decidono. Al di fuori del codice penale. Né minori o maggiori. Aborto senza condizioni”), nello specifico da Assunta Sarlo, ha partecipato come capofila il Comune di Sesto dopo averlo sponsorizzato nelle scuole, grazie all’interessamento di Rita Innocenti per il progetto “Progettare la parità in Lombardia 2014”.

Per la cronaca, sono intervenuti membri dell’associazione Maschile Plurale, i cui componenti sono impegnati da anni in riflessioni e pratiche di ridefinizione della identità maschile, Letizia Lambertini, che nel suo cv vanta il progetto modenese “Saperi di genere”, con il quale si opera per la diffusione, a partire dal mondo della scuola, per una riflessione sul proprio essere femmine e maschi e Marina Cosi GI.U.LI.A , gruppo di giornaliste che si impegna per la difesa della democrazia e della Costituzione, nata dalla Resistenza dice basta all’uso della donna come corpo, oggetto, merce e tangente (leggasi aborto, ma sarebbe interessante sapere cosa ne pensano dello sfruttamento delle donne del terzo mondo vittime della trendy ‘gestazione per altri’ ovvero utero in affitto).

Solo un convegno come altri, con le solite e sole associazioni laiciste e amici, magari a spese del cittadino e abitualmente deserti? Sembrerebbe di sì, se non fosse che sono stati coinvolti ignari bambini delle scuole elementari “Giovanni Pascoli”, e “Martiri delle Libertà” teneramente intervistati davanti a una telecamera. Attraverso domande solo in apparenza banali, come per esempio: “che differenza c’è tra maschio e femmina?” a settanta bambini e bambine, con 5 ore di girato e 3 giorni di riprese di cui il convegno di cui sopra è stato il culmine, hanno intenzionalmente indotto una riflessione sul ruolo e sulle caratteristiche maschili e femminili.

Ci si potrebbe chiedere il motivo di questa iniziativa nelle scuole. Oppure ci si potrebbe chiedere il perché del coinvolgimento a senso unico di queste sole associazioni. Hanno vinto un concorso? È giusto sospettare che sulla pelle dei bambini si muovano i primi passi – d’altronde hanno tutti meno di 10 anni – verso quella decostruzione e superamento degli stereotipi di genere, invocata anche nei documenti ufficiali del Comune? Con queste attività extracurriculari si vuole mettere in discussione l’identità e immagine di sé in bambini di 8 anni?a

I genitori a cui la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo all’art. 26 assegna la priorità nel campo dell’istruzione da impartire ai loro figli e che l’Art. 2,Convenzione Europea sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo assegna allo Stato un ruolo subalterno alle loro convinzioni religiose e filosofiche – a quanto ci risulta dalle voci che abbiamo incontrato – non sono stati sufficientemente informati. “Dall’avviso non si capiva cosa avrebbero fatto. L’ho scoperto solo dopo” dice un genitore.

Alcuni insegnanti invece non hanno saputo nulla. Si coglie quindi l’occasione per ribadire la corretta prassi che le scuole sono chiamate a seguire fin dall’inizio dell’anno scolastico e per sottolineare il ruolo strategico e la centralità del Piano dell’Offerta Formativa, in cui obbligatoriamente tutte le attività che le istituzioni scolastiche intendano realizzare devono essere specificate.

Nel frattempo il dvd è distribuito dal Comune di Sesto San Giovanni. E per quest’anno scolastico quali iniziative ha in serbo il Comune?

(in corsivo le citazioni da fonti relative, quali siti web delle persone, associazioni, istituzioni)

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  3. Gentile Centro Culturale Arca,
    Vi ringrazio per la vostra solerte e puntuale attenzione. Sono la regista del documentario in questione, e sarò felice di rispondere in un confronto diretto qualora vogliate invitarmi.
    Alla precisioni con cui avete tradotto i dati dal mio blog corrisponde però un’approssimazione nelle vostre illazioni. Le domande, precisazione che vi siete guardati bene dal riportare, sono poste senza filtri né sovrastrutture alcune. E le risposte vengono riportate nel montaggio finale così come avvengono nel faccia a faccia.
    Eventuali indirizzamenti inficerebbero l’efficacia del mio lavoro.
    Se, come dire, semplicemente porre una domanda induce una riflessione nelle bambine e nei bambini (alcuni/e anche maggiori di 10 anni), è evidente l’urgenza di un ripensamento dei ruoli approntati sui triti stereotipi di genere che certe associazioni retrive quali Manif Pour Tous, intendono perpretrare.
    A presto

    Alessandra Ghimenti

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